Come passare la carta abrasiva
Per chi si occupa di bricolage, fai da te, restauro e altre attività manuali è importante capire come scegliere e passare la carta vetrata. Vale a dire quei fogli di carta coperti da materiale abrasivo più o meno spesso - dipende dalla grana che hai scelto - che servono a consumare strati della superficie che stai trattando. Come ad esempio il ferro o il legno.
La carta vetrata serve a preparare una base per la verniciatura, a eliminare graffi e imperfezioni, a togliere vernice vecchia o strati di ruggine. Come puoi ben capire questo prodotto si può usare in diversi ambiti, dalla falegnameria alla meccanica.
E si sfrutta sul legno, sulla plastica e sul metallo ma anche in alcuni settori dell'edilizia. Quindi ci sono decine di tecniche specifiche per passare la carta abrasiva. Cerchiamo di delineare una strada comune, indicando consigli validi sempre.
Scegli la grammatura della carta abrasiva
Il primo nodo da risolvere: individuare il modello adeguato. Come anticipato, ci sono diverse soluzioni che si adattano a scopi differenti: la carta vetrata può avere un uso rivolto alla correzione dei dettagli ma può anche consumare in profondità.
La principale differenza tra i vari modelli di carta smerigliatrice è la grana, ovvero lo spessore del materiale utilizzato per grattare e usurare. Si va da quella estremamente doppia alla finissima e il potere erosivo diminuisce gradualmente.

Così se devi sgrossare ed eliminare strati di materiale importante, tipo ruggine o grumi di vernice, puoi usare una carta abrasiva decisamente doppia e impattante. E se hai bisogno solo di una minima rifinitura prima di verniciare di nuovo?
Puoi utilizzare una grammatura fine. La valutazione della carta è in numeri, preceduti da una P: i modelli adatti alle sgrossature pesanti hanno parametri bassi, salendo la carta abrasiva diventa più fine. Fino a diventare tela lucidante.
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Sigla grana (FEPA) |
Categoria |
Utilizzo |
Materiali |
|---|---|---|---|
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P40 - P60 |
Grossa |
Sgrossatura pesante, rimozione di ruggine e vernice |
Legno grezzo, metallo ossidato |
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P80 - P120 |
Media |
Prima livellatura, eliminazione di imperfezioni |
Legno massello, plastica rigida |
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P150 - P220 |
Fine |
Preparazione alla verniciatura, levigatura |
Superfici già trattate, MDF |
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P320 - P600+ |
Finissima |
Rifinitura di pregio, lucidatura |
Carrozzeria, vernici laccate |
Valuta forma e composizione del telo abrasivo
Oltre al valore della grana, puoi puntare sul materiale che compone la superficie destinata a consumare ciò che vuoi lavorare. Gli abrasivi naturali sono in qualche modo più delicati e gestibili, si adattano alle lavorazioni su legno e manuali.
Quelli sintetici funzionano su metallo e plastica e per lavori eseguiti con macchine come le levigatrici orbitali e rotorbitali. In base all'uso puoi scegliere anche la forma: rotoli, fogli o forme specifiche per gli elettroutensili che hai selezionato.
Individua una procedura per trattare la superficie
In alcuni casi può andar bene l'uso di carta abrasiva utilizzata a mano, soprattutto quando devi lavorare sui dettagli e hai bisogno di massima sensibilità del risultato. Ma non sempre l'uso della carta smerigliatrice senza elettroutensile funziona.

Passando la carta abrasiva con le dita, riesci a toccare con i polpastrelli dove devi passare e dosare con attenzione la forza. Mentre, quando devi lavorare su grandi superfici e hai bisogno di un potere abrasivo superiore puoi optare su:
In questo modo risparmi tempo di lavoro e ottieni un risultato omogeneo. Ovviamente devi sempre valutare con estrema attenzione il risultato fonale. Così come avviene con la pasta abrasiva, anche questi fogli di carta vetrata possono lasciare il segno e graffiare la base di lavoro se non conosci le basi. Che puoi leggere nel prossimo paragrafo.
Come passare la carta a mano e con levigatrice
Si parte dalla carta più dura e incisiva in termini di potere abrasivo. Valuta quale lavoro serve, se bisogna agire sui dettagli o devi sgrossare una superficie ampia e con grandi imperfezioni. In questo caso usi una levigatrice orbitale o rotorbitale.
Inizia a passare la prima mano di carta vetrata in modo omogeneo e senza pressioni eccessive, assicurati di aver trattato ogni angolo e poi passa a una carta abrasiva più fine. Lasciando sempre il risultato a un percorso in cui riduci la spinta: in base all'esperienza personale, posso dirti che una pressione eccessiva con la P80 rischia di creare solchi irreversibili nel legno tenero come il pino.
L'obiettivo finale: poter toccare con mano e trovare un risultato omogeneo, senza scalini o graffi. In questi casi si prende con una grana finissima per lucidare e consumare senza traumi eccessivi. Oppure punti sulla pasta abrasiva.
Se stai lavorando a mano, utilizza un tassello in sughero o gomma per distribuire uniformemente la pressione. Sul lego, muoviti sempre seguendo la venatura per evitare graffi trasversali. A ogni cambio di grana, rimuovi la polvere residua con un panno microfibra antistatico o un soffio d'aria compressa per verificare la presenza di graffi residui.
